PROGETTO SAN SALVADOR 2004-2005

 

 

Nelle scuole Steiner è tradizione che l’ insegnante che segue il ciclo dalla prima all’ottava classe possa fare una pausa di un anno prima di ricominciare con un nuovo ciclo. Durante l’ anno sabbatico il maestro ha l’opportunità di approfondire e di ampliare le sue conoscenze, di sperimentare in altri ambiti i più svariati aspetti della pedagogia e di arricchirsi di nuove esperienze prima di tornare a insegnare con rinnovato spirito, freschi impulsi e sano vigore.
Questa sana tradizione è appartenuta in passato alla nostra scuola, che garantiva al docente lo stipendio per i primi 4 mesi dell’ anno sabbatico, poi per motivi di natura finanziaria (soprattutto) e organizzativa, la vecchia consuetudine è stata abbandonata.
Dopo 16 anni di presenza nella scuola, di cui 12 consecutivi, ho avvertito l’importanza dell’anno sabbatico: più che una convinzione maturata attraverso un chiaro pensiero, per me è una necessità scaturita lentamente e progressivamente, portata a coscienza con un progetto molto vago e fantasioso.
Nell’estate 2003 mi sono interessata alla possibilità di svolgere un volontariato nel continente africano e in quello asiatico, ma le richieste erano troppo esigenti: minimo 2-3 anni; come avrei potuto allontanarmi così a lungo dalla “mia” scuola?
Ho quindi preso contatto telefonico con il maestro Galli che sarebbe partito il giorno successivo per il Salvador (giusto in tempo!): telefonata brevissima - lui era impegnato nei preparativi – richiesta formulata con poche, essenziali parole e…”buon viaggio!”

Di ritorno da San Salvador la maestra Zardo, che da parecchi anni collabora ai seminari estivi nella scuola Rosa Blanca, mi ha chiamata per un “sì” tanto sperato quanto inatteso per la modalità e la rapidità con le quali mi è giunto. Non solo: la comunicazione era accompagnata da un’ affermazione emozionante: “I docenti della scuola stanno proprio cercando un aiuto di questo tipo.”
Ho iniziato subito a seguire i corsi di lingua spagnola; non credo sia sufficiente per tenere dei seminari, ma il “caso” vuole che uno dei docenti della Rosa Blanca sia italiano (grazie a Dio!).
Oltre a due seminari imperniati sul 7°, 9° e 12° anno e sul piano di studi di matematica e disegno di forme, sarò la “tutor” del maestro dell’attuale quinta classe. Nel 2005, per la prima volta, il ciclo delle elementari potrà così essere completato con la sesta classe.
Per poter svolgere questa attività ho chiesto al Collegio dei docenti un anno di congedo con la prospettiva di riprendere con una prima classe nel 2005.
Qualcuno ha osservato che sono coraggiosa, io mi sono chiesta se possa definirsi coraggio oppure incoscienza il fatto di avventurarsi in un’attività senza la garanzia di uno stipendio per un anno intero. Ma che importa rispondere a simili domande? Sono fiduciosa e mi sto dando da fare per la richiesta di fondi presso associazioni.
A voi pure chiedo un contributo: anche il più piccolo aiuto sarà per me un incoraggiamento prezioso e il simbolo della vostra solidarietà; per questo vi ringrazio di cuore.

Nelly Jansz


P.S. Eventuali versamenti sul conto ccp n. 69-21656-4 intestato a
Nelly Jansz – progetto S. Salvador – 6963 Pregassona



IL CENTRO SCOLASTICO LA ROSA BLANCA CON METODO WALDORF
EL SALVADOR CENTROAMERICA

Nella capitale del più piccolo paese latino americano, El Salvador, si trova la Scuola La Rosa Blanca che impartisce il suo insegnamento secondo i principi di Rudolf Steiner, fondatore della pedagogia Waldorf.
Per essere più precisi, nella grande città San Salvador, la scuola si trova nella parte sud-est ai piedi della montagna e del quartiere di San Jacinto.
La città di San Salvador nei decenni ha avuto progressivamente uno sviluppo longitudinale dove le famiglie benestanti hanno sempre cercato di costruire le proprie abitazioni-ville verso nord, verso il vulcano “el Picacho”, ossia alla parte opposta del quartiere San Jacinto.
Ci troviamo dunque in una zona relativamente accidentata geograficamente e che nel terremoto del 1986 é risultata la zona maggiormente danneggiata. I terremoti di gennaio e febbraio 2001 invece non hanno causato in questa zona danni gravi. Il fiume Acelhuate, una cloaca a cielo aperto dove scaricano tutte le fabbriche e le case di San Salvador, fa da frontiera naturale con un’altra zona della capitale. Da questo fiume morto alle falde della montagna San Jacinto vivono circa 30 mila persone, divisi in diverse comunità, e con diversi gradi di sviluppo abitativo per la maggior parte precario ed emarginato. Non ci sono fabbriche, molti disoccupati e sottoccupati, produzione in nero, attività nel mercato, e pure persone che lavorano come funzionari pubblici e nelle imprese private. La nostra è l’unica scuola pubblica dei dintorni.
Molte le famiglie divise, con bambini che crescono con uno dei genitori o parenti.
In questo vasto territorio marginale la Parrocchia San Roque ha portato avanti dal 1988 un lavoro di pastorale sociale che ha cercato di valorizzare l’essere umano iniziando dalle persone abbandonate, dai poveri, dagli ultimi. Con gli anni l’organizzazione creata, in particolare l’area di salute, ha fatto in modo che il territorio migliorasse le proprie condizioni fisiche, non muoiono più tanti bambini di parto e da alcuni anni passa la macchina delle immondizie. A poco a poco l’azione pastorale ha cercato di mettere al centro delle organizzazioni sociali e delle relazioni umane i bambini, che per primi pagano il prezzo delle misure macroeconomiche internazionali.
Nell’anno 1994, dopo 2 anni dalla firma degli accordi di Pace che chiusero una guerra civile durata 12 anni e che costò la vita a circa 80 mila persone, arrivò a El Salvador il maestro Alessandro Galli per lavorare con i giovani delle medie e delle superiori in geometria, e con gli adulti attività artistiche la sera. Le sue visite continuarono poi negli anni e crearono il terreno per l’inizio di una scuola nuova che doveva far nascere nuove relazioni umane per un vasto progetto di rinnovamento culturale che iniziava con la ridefinizione delle relazioni adulto-bimbo come elemento portante di tutto il tessuto di relazioni che sono l’essenza della società. Al maestro Alessandro Galli negli anni si aggiunsero altri docenti: Beatrice Bon, Annamaria Zardo, Marcus Stein, Giovanna Ranieri, Sabina Vallerani e Maria Enrica Torcianti.
Nel 1998 in un locale costruito allo scopo dalla Parrocchia in avenida Virginia, colonia Harrison N0 934, con sistema antisismico, iniziò la “Escuela Territorial La Rosa Blanca” con le prime 2 classi. Nei programmi parrocchiali la scuola doveva chiudere nel 2001 con la terza classe.
Nel 1998 anche a nord della capitale, in un villaggio di montagna Teosinte, inizia nella classe di prima elementare il metodo Waldorf.
Nell’anno 2000 si conclude l’esperienza Waldorf a Teosinte, però a dicembre di questo anno il Ministero dell’Educazione decide di far sua l’iniziativa della “scuola territoriale” a partire dall’anno 2001.
Dall’anno 2001 il Centro Escolar La Rosa Blanca è iscritto all’ufficio di qualità educativa e porta avanti in modo congiunto questa innovativa proposta pedagogica.
In questo stesso anno nasce l’associazione Aprode (associazione per l’educazione integrale del bambino e della bambina) che appoggia la scuola Rosa Blanca.
Contiamo 10 maestri in totale: 6 maestri tutori, dal giardino d’infanzia alla quinta classe, una maestra di ritmo, una maestra per l’aula complementare, una maestra di lavoro manuale un maestro che fa il direttore. La maggior parte dei maestri è pagata dal Ministero dell’Educazione. Nell’anno 2003 e 2004 si é arrivati fino alla quinta classe. .
Durante il Natale 2003 sono arrivati a El Salvador 3 coppie di ex alunni della Scuola Waldorf di Origlio, per costruire nei 0.35 ettari, giochi in legno che ora ci accolgono ogni settimana. Sicuramente un enorme dono giunto dal cuore.

Terenzio Cavaliere (docente Escuela Rosa Blanca)

PROGETTO FUTURO

Durante il seminario Waldorf dello scorso luglio abbiamo ancora una volta avuto la conferma della necessità di una collaborazione pedagogica “in loco” prolungata per iniziare soprattutto la sesta classe e approfondire l’insegnamento nelle diverse classi. In questo senso con la presente comunicazione la giunta dei docenti della Escuela Rosa Blanca formalmente richiede l’appoggio pedagogico Waldorf della maestra Nelly Jansz per la fine del presente anno scolastico 2004 e l’anno scolastico 2005 che coinciderà con il debutto della sesta classe. Ricordo brevemente che il nostro ciclo educativo si esaurisce con la sesta classe, i bimbi poi si inseriranno nel normale ciclo educativo nazionale.
I due seminari già proposti per la nostra preparazione si realizzeranno in queste date: dal lunedì 19 di novembre fino al 3 di dicembre del 2004 e dal 17 di gennaio al 22 gennaio dalle 7.30 alle 17.00. Ulteriori seminari ed incontri pedagogici si prepareranno durante la permanenza della maestra Nelly nella nostra scuola.
I temi che proponiamo sono i seguenti:

1. Lo sviluppo integrale del bambino ai 7, 9, 12 anni.
2. Disegno di forma dalla I alla VI classe. Perché queste forme?
3. Introduzione alla lettura ed alla scrittura.
4. Il processo di autoeducazione di un docente Waldorf.
5. Introduzione e sviluppo dell’aritmetica.
6. La teoria dei colori di Goethe e sua applicazione nelle diverse classi.
7. Pittura nelle diverse classi.
8. Disegno nelle classi e disegno dei maestri con gesso sulla lavagna.
9. Disegno geometrico.
10. Luce ed ombra.
11. Modellare con Alkena e creta.
¬ Eventuale appoggio alla manualità in ogni classe.
¬ Nelle riunioni di ogni giovedì è presente uno spazio di formazione dei docenti. In particolare la maestra Nelly accompagnerà la sesta classe con tutto il curriculum Waldorf che contiene.

La collaborazione della maestra Nelly Jansz andrà dall’ottobre del presente anno fino a giugno 2005.

Prof. Manuel de Jesùs Orellana


UN REGALO SPECIALE AI BAMBINI DEL SALVADOR

Siamo 4 ex allievi dell’era dei maestri Carlo Rizzi, Renato Bon e Jessica Quadri, ovvero Nathan Kolb, Francesca (Kolb) Palermo, Patricia Kolb e Jill Griffin.
Viviamo tutti nel medio Malcantone e durante la stagione 2003, nel nostro agriturismo di Iseo, abbiamo messo da parte le mance del “Ristoro ai gelsi”. Era nostro desiderio avere a disposizione questi soldi per dare un aiuto a qualcuno, e in effetti per noi e le nostre famiglie, in tutto 8 adulti e 4 bambini, il Natale scorso è diventato davvero speciale.
Verso la fine dell’estate un’idea in particolare ha iniziato a concretizzarsi: dare un aiuto alla costruzione della nuova e più spaziosa scuola Waldorf Rosa Blanca in El Salvador, Centroamerica, avviata dal maestro Galli 6 anni fa. Dato che l’inizio dei lavori sul posto non era garantito entro la fine dell’anno e il terreno non era ancora stato acquistato, ci siamo concentrati sull’area ricreativa. Insieme a Beatrice Bon e Alessandro Galli abbiamo deciso di costruire un grande parco giochi interamente in legno.
Avendo con noi Roberto dell'azienda forestale De Stefani di Aranno, tanto esperto nel costruire giochi in legno, il progetto sembrava ideale per il nostro gruppo. Bisognava ora preparare una lista precisa del materiale da portare e di quello da organizzare a San Salvador tramite il maestro Terenzio.
Finalmente pronti, a metà dicembre siamo partiti. Non è stato facile portare i 640 chili di materiale attraverso le dogane americane: nei nostri zaini c'erano materiale e attrezzi per la costruzione, vestiti per i bambini bisognosi, strumenti musicali e altro materiale scolastico, 300 dentifrici e spazzolini, cioccolata, formaggio grana e salumi per il maestro Terenzio.
Dopo il faticoso viaggio, un caloroso benvenuto da parte dei maestri ci ha nuovamente entusiasmati. Ci hanno accompagnati nella sede dell'attuale scuola che è stata il campo base durante il nostro soggiorno e che inoltre fungeva da "oasi di tranquillità" in una città rumorosa e inquinata, sporca e povera..
I bambini della scuola hanno quasi 3 mesi di vacanza e iniziano il nuovo anno scolastico a febbraio. Ci sono 5 classi con più di 200 allievi; curiosando nelle aule abbiamo visto disegni e lavori in cera e ceramica molto simili ai nostri. I bambini presenti durante il lavoro erano felici di averci con loro, felici di poterci aiutare, erano curiosi e ammiravano i capelli biondi e gli occhi celesti dei nostri bimbi, curandoli come mamme. Il maestro Terenzio si occupava di tutto e di tutti, 14 anni fa ha lasciato l'Italia e ora fa funzionare questa scuola. I maestri sono stati introdotti alla pedagogia con diversi seminari tenuti da alcuni maestri della nostra scuola di Origlio.
Il governo salvadoregno è favorevole alla costruzione della nuova scuola e grazie al sostegno finanziario dell'ambasciata italiana è possibile acquistare il terreno. Inoltre le spese per l'istruzione sono coperte dallo stato e non sono a carico dei genitori. Il metodo di insegnamento è stato riconosciuto idoneo e sarà probabilmente adottato anche dalle altre scuole del paese.
Torniamo al nostro lavoro. Dapprima ci è stato mostrato il terreno, difficilmente accessibile e inselvatichito. Soprastante ad una ripida scarpata (il futuro anfiteatro?) la cima di una collinetta era designata il luogo adatto per il lavoro dei pionieri. Lassù abbiamo portato 60 pali di eucalipto lunghi fino a 6 metri, 30 sacchi di cemento, 25 pesanti tavole di legno monacaste, 4 metri cubi di sabbia e di ghiaia e sempre con l'aiuto di maestri, allievi e genitori, abbiamo scavato 20 buchi di 80 cm con sistemi per noi primitivi.
Durante le ore più calde del mezzogiorno siamo stati viziati con pranzi meravigliosi che ci offrivano alcuni genitori. Così, sotto gli occhi increduli dei bambini, abbiamo creato in poco più di una settimana, il regalo per loro: una cassa per la sabbia pentagonale, una casetta di un piano con il tetto, un mega bilzo-balzo, una spalliera a tre ante, un'altalena e una panchina per le mamme. Infine abbiamo agganciato le altalene, gli anelli e le corde che da quel momento fino a sera non hanno più smesso di far divertire un bambino.
Ringraziamo tutti coloro che hanno reso possibile questo progetto.
Noi già pensiamo a cosa fare l'anno prossimo, c'è solo l'imbarazzo della scelta…
Se volete saperne di più venite a trovarci all'agriturismo e passate con noi una giornata un po' diversa, gustando sotto i gelsi un formaggino di capra, un'insalata del nostro orto o un vino nostrano o semplicemente per riposare in un'amaca salvadoregna, mentre i bambini corrono, gridano, pedalano o accarezzano un coniglio!

Francesca, Carmine, Natan, Nicla,
Julia, Jill, Mark, Jamie, Patricia,
Roberto, Tahjssa e Luena



San Salvador , 10 gennaio 2004


Carissimi amici e colleghi,

Annamaria, Beatrice, Marcus, Maurizio, Nelly,……che bel regalo natalizio ci hanno lasciato i vostri ex allievi della scuola. Ora i giochi per i bimbi si vedono da molto lontano, dominano la parte più alta del terreno e sono già il punto di ritrovo di moltissimi bimbi ed adulti dei dintorni più poveri nei pomeriggi tropicali, figuratevi che usano il “bilzo-balzo” come se cavalcassero un vero cavallo, perde chi cade….Vi ringrazio di cuore di tutto e vediamo come il seme è caduto su buona terra, germogliando nella pineta.
Per la costruzione dei giochi abbiamo lavorato tutti: maestri, genitori, bimbi e bimbe, superando con la pazienza e la tenacia svizzera le difficoltà che via via si sono presentate.
Ora i giochi sono il primo segno tangibile che lì ci sarà una futura scuola Waldorf per l'infanzia salvadoregna. Ci sembra un segno di solidarietà preciso, giusto, bello, buono e vero. Ora la montagnetta ha preso vita ed il reticolato resta aperto per passare a piedi ed in bicicletta fino a là sopra.
E' un segno molto buono per iniziare l' anno con il piede giusto.
Francesca, Carmine, Roberto, Patrizia, Mark, Nathan, Tahjssa, Julia e tutti gli altri vi potranno raccontare il tutto in dettaglio. Siamo diventati buoni amici.
Termino qui per ora.
A voi, alle vostre famiglie, ai colleghi della scuola, a Nazira, ad Alessandro Galli, e a tutte le persone che condividono questo sogno un sereno e proficuo inizio d'anno.

I maestri della scuola Rosablanca