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Nelle
scuole Steiner è tradizione che l’ insegnante che segue il ciclo
dalla prima all’ottava classe possa fare una pausa di un anno prima
di ricominciare con un nuovo ciclo. Durante l’ anno sabbatico il
maestro ha l’opportunità di approfondire e di ampliare le sue
conoscenze, di sperimentare in altri ambiti i più svariati aspetti
della pedagogia e di arricchirsi di nuove esperienze prima di tornare
a insegnare con rinnovato spirito, freschi impulsi e sano vigore.
Questa sana tradizione è appartenuta in passato alla nostra scuola,
che garantiva al docente lo stipendio per i primi 4 mesi dell’ anno
sabbatico, poi per motivi di natura finanziaria (soprattutto) e
organizzativa, la vecchia consuetudine è stata abbandonata.
Dopo 16 anni di presenza nella scuola, di cui 12 consecutivi, ho
avvertito l’importanza dell’anno sabbatico: più che una
convinzione maturata attraverso un chiaro pensiero, per me è una
necessità scaturita lentamente e progressivamente, portata a
coscienza con un progetto molto vago e fantasioso.
Nell’estate 2003 mi sono interessata alla possibilità di svolgere
un volontariato nel continente africano e in quello asiatico, ma le
richieste erano troppo esigenti: minimo 2-3 anni; come avrei potuto
allontanarmi così a lungo dalla “mia” scuola?
Ho quindi preso contatto telefonico con il maestro Galli che sarebbe
partito il giorno successivo per il Salvador (giusto in tempo!):
telefonata brevissima - lui era impegnato nei preparativi –
richiesta formulata con poche, essenziali parole e…”buon
viaggio!”
Di
ritorno da San Salvador la maestra Zardo, che da parecchi anni
collabora ai seminari estivi nella scuola Rosa Blanca, mi ha chiamata
per un “sì” tanto sperato quanto inatteso per la modalità e la
rapidità con le quali mi è giunto. Non solo: la comunicazione era
accompagnata da un’ affermazione emozionante: “I docenti della
scuola stanno proprio cercando un aiuto di questo tipo.”
Ho iniziato subito a seguire i corsi di lingua spagnola; non credo sia
sufficiente per tenere dei seminari, ma il “caso” vuole che uno
dei docenti della Rosa Blanca sia italiano (grazie a Dio!).
Oltre a due seminari imperniati sul 7°, 9° e 12° anno e sul piano
di studi di matematica e disegno di forme, sarò la “tutor” del
maestro dell’attuale quinta classe. Nel 2005, per la prima volta, il
ciclo delle elementari potrà così essere completato con la sesta
classe.
Per poter svolgere questa attività ho chiesto al Collegio dei docenti
un anno di congedo con la prospettiva di riprendere con una prima
classe nel 2005.
Qualcuno ha osservato che sono coraggiosa, io mi sono chiesta se possa
definirsi coraggio oppure incoscienza il fatto di avventurarsi in
un’attività senza la garanzia di uno stipendio per un anno intero.
Ma che importa rispondere a simili domande? Sono fiduciosa e mi sto
dando da fare per la richiesta di fondi presso associazioni.
A voi pure chiedo un contributo: anche il più piccolo aiuto sarà per
me un incoraggiamento prezioso e il simbolo della vostra solidarietà;
per questo vi ringrazio di cuore.
Nella
capitale del più piccolo paese latino americano, El Salvador, si
trova la Scuola La Rosa Blanca che impartisce il suo insegnamento
secondo i principi di Rudolf Steiner, fondatore della pedagogia
Waldorf.
Per essere più precisi, nella grande città San Salvador, la scuola
si trova nella parte sud-est ai piedi della montagna e del quartiere
di San Jacinto.
La città di San Salvador nei decenni ha avuto progressivamente uno
sviluppo longitudinale dove le famiglie benestanti hanno sempre
cercato di costruire le proprie abitazioni-ville verso nord, verso il
vulcano “el Picacho”, ossia alla parte opposta del quartiere San
Jacinto.
Ci troviamo dunque in una zona relativamente accidentata
geograficamente e che nel terremoto del 1986 é risultata la zona
maggiormente danneggiata. I terremoti di gennaio e febbraio 2001
invece non hanno causato in questa zona danni gravi. Il fiume
Acelhuate, una cloaca a cielo aperto dove scaricano tutte le fabbriche
e le case di San Salvador, fa da frontiera naturale con un’altra
zona della capitale. Da questo fiume morto alle falde della montagna
San Jacinto vivono circa 30 mila persone, divisi in diverse comunità,
e con diversi gradi di sviluppo abitativo per la maggior parte
precario ed emarginato. Non ci sono fabbriche, molti disoccupati e
sottoccupati, produzione in nero, attività nel mercato, e pure
persone che lavorano come funzionari pubblici e nelle imprese private.
La nostra è l’unica scuola pubblica dei dintorni.
Molte le famiglie divise, con bambini che crescono con uno dei
genitori o parenti.
In questo vasto territorio marginale la Parrocchia San Roque ha
portato avanti dal 1988 un lavoro di pastorale sociale che ha cercato
di valorizzare l’essere umano iniziando dalle persone abbandonate,
dai poveri, dagli ultimi. Con gli anni l’organizzazione creata, in
particolare l’area di salute, ha fatto in modo che il territorio
migliorasse le proprie condizioni fisiche, non muoiono più tanti
bambini di parto e da alcuni anni passa la macchina delle immondizie.
A poco a poco l’azione pastorale ha cercato di mettere al centro
delle organizzazioni sociali e delle relazioni umane i bambini, che
per primi pagano il prezzo delle misure macroeconomiche
internazionali.
Nell’anno 1994, dopo 2 anni dalla firma degli accordi di Pace che
chiusero una guerra civile durata 12 anni e che costò la vita a circa
80 mila persone, arrivò a El Salvador il maestro Alessandro Galli per
lavorare con i giovani delle medie e delle superiori in geometria, e
con gli adulti attività artistiche la sera. Le sue visite
continuarono poi negli anni e crearono il terreno per l’inizio di
una scuola nuova che doveva far nascere nuove relazioni umane per un
vasto progetto di rinnovamento culturale che iniziava con la
ridefinizione delle relazioni adulto-bimbo come elemento portante di
tutto il tessuto di relazioni che sono l’essenza della società. Al
maestro Alessandro Galli negli anni si aggiunsero altri docenti:
Beatrice Bon, Annamaria Zardo, Marcus Stein, Giovanna Ranieri, Sabina
Vallerani e Maria Enrica Torcianti.
Nel 1998 in un locale costruito allo scopo dalla Parrocchia in avenida
Virginia, colonia Harrison N0 934, con sistema antisismico, iniziò la
“Escuela Territorial La Rosa Blanca” con le prime 2 classi. Nei
programmi parrocchiali la scuola doveva chiudere nel 2001 con la terza
classe.
Nel 1998 anche a nord della capitale, in un villaggio di montagna
Teosinte, inizia nella classe di prima elementare il metodo Waldorf.
Nell’anno 2000 si conclude l’esperienza Waldorf a Teosinte, però
a dicembre di questo anno il Ministero dell’Educazione decide di far
sua l’iniziativa della “scuola territoriale” a partire
dall’anno 2001.
Dall’anno 2001 il Centro Escolar La Rosa Blanca è iscritto
all’ufficio di qualità educativa e porta avanti in modo congiunto
questa innovativa proposta pedagogica.
In questo stesso anno nasce l’associazione Aprode (associazione per
l’educazione integrale del bambino e della bambina) che appoggia la
scuola Rosa Blanca.
Contiamo 10 maestri in totale: 6 maestri tutori, dal giardino
d’infanzia alla quinta classe, una maestra di ritmo, una maestra per
l’aula complementare, una maestra di lavoro manuale un maestro che
fa il direttore. La maggior parte dei maestri è pagata dal Ministero
dell’Educazione. Nell’anno 2003 e 2004 si é arrivati fino alla
quinta classe. .
Durante il Natale 2003 sono arrivati a El Salvador 3 coppie di ex
alunni della Scuola Waldorf di Origlio, per costruire nei 0.35 ettari,
giochi in legno che ora ci accolgono ogni settimana. Sicuramente un
enorme dono giunto dal cuore.
Durante il seminario Waldorf dello scorso luglio abbiamo ancora una
volta avuto la conferma della necessità di una collaborazione
pedagogica “in loco” prolungata per iniziare soprattutto la sesta
classe e approfondire l’insegnamento nelle diverse classi. In questo
senso con la presente comunicazione la giunta dei docenti della
Escuela Rosa Blanca formalmente richiede l’appoggio pedagogico
Waldorf della maestra Nelly Jansz per la fine del presente anno
scolastico 2004 e l’anno scolastico 2005 che coinciderà con il
debutto della sesta classe. Ricordo brevemente che il nostro ciclo
educativo si esaurisce con la sesta classe, i bimbi poi si inseriranno
nel normale ciclo educativo nazionale.
I due seminari già proposti per la nostra preparazione si
realizzeranno in queste date: dal lunedì 19 di novembre fino al 3 di
dicembre del 2004 e dal 17 di gennaio al 22 gennaio dalle 7.30 alle
17.00. Ulteriori seminari ed incontri pedagogici si prepareranno
durante la permanenza della maestra Nelly nella nostra scuola.
I temi che proponiamo sono i seguenti:
1. Lo sviluppo integrale del bambino ai 7, 9, 12 anni.
2. Disegno di forma dalla I alla VI classe. Perché queste forme?
3. Introduzione alla lettura ed alla scrittura.
4. Il processo di autoeducazione di un docente Waldorf.
5. Introduzione e sviluppo dell’aritmetica.
6. La teoria dei colori di Goethe e sua applicazione nelle diverse
classi.
7. Pittura nelle diverse classi.
8. Disegno nelle classi e disegno dei maestri con gesso sulla lavagna.
9. Disegno geometrico.
10. Luce ed ombra.
11. Modellare con Alkena e creta.
¬ Eventuale appoggio alla manualità in ogni classe.
¬ Nelle riunioni di ogni giovedì è presente uno spazio di
formazione dei docenti. In particolare la maestra Nelly accompagnerà
la sesta classe con tutto il curriculum Waldorf che contiene.
La collaborazione della maestra Nelly Jansz andrà dall’ottobre del
presente anno fino a giugno 2005.
Siamo 4 ex allievi dell’era dei maestri Carlo Rizzi, Renato Bon e
Jessica Quadri, ovvero Nathan Kolb, Francesca (Kolb) Palermo, Patricia
Kolb e Jill Griffin.
Viviamo tutti nel medio Malcantone e durante la stagione 2003, nel
nostro agriturismo di Iseo, abbiamo messo da parte le mance del
“Ristoro ai gelsi”. Era nostro desiderio avere a disposizione
questi soldi per dare un aiuto a qualcuno, e in effetti per noi e le
nostre famiglie, in tutto 8 adulti e 4 bambini, il Natale scorso è
diventato davvero speciale.
Verso la fine dell’estate un’idea in particolare ha iniziato a
concretizzarsi: dare un aiuto alla costruzione della nuova e più
spaziosa scuola Waldorf Rosa Blanca in El Salvador, Centroamerica,
avviata dal maestro Galli 6 anni fa. Dato che l’inizio dei lavori
sul posto non era garantito entro la fine dell’anno e il terreno non
era ancora stato acquistato, ci siamo concentrati sull’area
ricreativa. Insieme a Beatrice Bon e Alessandro Galli abbiamo deciso
di costruire un grande parco giochi interamente in legno.
Avendo con noi Roberto dell'azienda forestale De Stefani di Aranno,
tanto esperto nel costruire giochi in legno, il progetto sembrava
ideale per il nostro gruppo. Bisognava ora preparare una lista precisa
del materiale da portare e di quello da organizzare a San Salvador
tramite il maestro Terenzio.
Finalmente pronti, a metà dicembre siamo partiti. Non è stato facile
portare i 640 chili di materiale attraverso le dogane americane: nei
nostri zaini c'erano materiale e attrezzi per la costruzione, vestiti
per i bambini bisognosi, strumenti musicali e altro materiale
scolastico, 300 dentifrici e spazzolini, cioccolata, formaggio grana e
salumi per il maestro Terenzio.
Dopo il faticoso viaggio, un caloroso benvenuto da parte dei maestri
ci ha nuovamente entusiasmati. Ci hanno accompagnati nella sede
dell'attuale scuola che è stata il campo base durante il nostro
soggiorno e che inoltre fungeva da "oasi di tranquillità"
in una città rumorosa e inquinata, sporca e povera..
I bambini della scuola hanno quasi 3 mesi di vacanza e iniziano il
nuovo anno scolastico a febbraio. Ci sono 5 classi con più di 200
allievi; curiosando nelle aule abbiamo visto disegni e lavori in cera
e ceramica molto simili ai nostri. I bambini presenti durante il
lavoro erano felici di averci con loro, felici di poterci aiutare,
erano curiosi e ammiravano i capelli biondi e gli occhi celesti dei
nostri bimbi, curandoli come mamme. Il maestro Terenzio si occupava di
tutto e di tutti, 14 anni fa ha lasciato l'Italia e ora fa funzionare
questa scuola. I maestri sono stati introdotti alla pedagogia con
diversi seminari tenuti da alcuni maestri della nostra scuola di
Origlio.
Il governo salvadoregno è favorevole alla costruzione della nuova
scuola e grazie al sostegno finanziario dell'ambasciata italiana è
possibile acquistare il terreno. Inoltre le spese per l'istruzione
sono coperte dallo stato e non sono a carico dei genitori. Il metodo
di insegnamento è stato riconosciuto idoneo e sarà probabilmente
adottato anche dalle altre scuole del paese.
Torniamo al nostro lavoro. Dapprima ci è stato mostrato il terreno,
difficilmente accessibile e inselvatichito. Soprastante ad una ripida
scarpata (il futuro anfiteatro?) la cima di una collinetta era
designata il luogo adatto per il lavoro dei pionieri. Lassù abbiamo
portato 60 pali di eucalipto lunghi fino a 6 metri, 30 sacchi di
cemento, 25 pesanti tavole di legno monacaste, 4 metri cubi di sabbia
e di ghiaia e sempre con l'aiuto di maestri, allievi e genitori,
abbiamo scavato 20 buchi di 80 cm con sistemi per noi primitivi.
Durante le ore più calde del mezzogiorno siamo stati viziati con
pranzi meravigliosi che ci offrivano alcuni genitori. Così, sotto gli
occhi increduli dei bambini, abbiamo creato in poco più di una
settimana, il regalo per loro: una cassa per la sabbia pentagonale,
una casetta di un piano con il tetto, un mega bilzo-balzo, una
spalliera a tre ante, un'altalena e una panchina per le mamme. Infine
abbiamo agganciato le altalene, gli anelli e le corde che da quel
momento fino a sera non hanno più smesso di far divertire un bambino.
Ringraziamo tutti coloro che hanno reso possibile questo progetto.
Noi già pensiamo a cosa fare l'anno prossimo, c'è solo l'imbarazzo
della scelta…
Se volete saperne di più venite a trovarci all'agriturismo e passate
con noi una giornata un po' diversa, gustando sotto i gelsi un
formaggino di capra, un'insalata del nostro orto o un vino nostrano o
semplicemente per riposare in un'amaca salvadoregna, mentre i bambini
corrono, gridano, pedalano o accarezzano un coniglio!
San Salvador , 10 gennaio 2004
Carissimi amici e colleghi,
Annamaria, Beatrice, Marcus, Maurizio, Nelly,……che bel regalo
natalizio ci hanno lasciato i vostri ex allievi della scuola. Ora i
giochi per i bimbi si vedono da molto lontano, dominano la parte più
alta del terreno e sono già il punto di ritrovo di moltissimi bimbi
ed adulti dei dintorni più poveri nei pomeriggi tropicali, figuratevi
che usano il “bilzo-balzo” come se cavalcassero un vero cavallo,
perde chi cade….Vi ringrazio di cuore di tutto e vediamo come il
seme è caduto su buona terra, germogliando nella pineta.
Per la costruzione dei giochi abbiamo lavorato tutti: maestri,
genitori, bimbi e bimbe, superando con la pazienza e la tenacia
svizzera le difficoltà che via via si sono presentate.
Ora i giochi sono il primo segno tangibile che lì ci sarà una futura
scuola Waldorf per l'infanzia salvadoregna. Ci sembra un segno di
solidarietà preciso, giusto, bello, buono e vero. Ora la montagnetta
ha preso vita ed il reticolato resta aperto per passare a piedi ed in
bicicletta fino a là sopra.
E' un segno molto buono per iniziare l' anno con il piede giusto.
Francesca, Carmine, Roberto, Patrizia, Mark, Nathan, Tahjssa, Julia e
tutti gli altri vi potranno raccontare il tutto in dettaglio. Siamo
diventati buoni amici.
Termino qui per ora.
A voi, alle vostre famiglie, ai colleghi della scuola, a Nazira, ad
Alessandro Galli, e a tutte le persone che condividono questo sogno un
sereno e proficuo inizio d'anno.
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